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LA PIANTA
L’Aloe Arborescens appartiene alla famiglia delle Liliaceae.
Originaria dell’Africa del Sud, è stata introdotta dall’uomo nel Mediterraneo e nelle Americhe.
Fanerogama, angiosperma, pianta grassa o succulenta, presenta lunghe foglie a rosetta lanceolate, dentellate e spinose che tendono a gonfiarsi e sgonfiarsi per resistere a periodi anche molto lunghi di siccità. Si tratta quindi di una pianta xerofita, con la capacità di non perdere acqua né dagli stomi né da eventuali ferite grazie ad uno speciale gel autosigillante. Se si incide la foglia fresca della pianta si può osservare la rapidità con cui guarisce se stessa tramite la secrezione di un essudato che in pochi minuti si trasforma in una nuova pellicola cicatrizzante.
L’Aloe Arborescens si sviluppa con formazioni “a cespuglio” che possono raggiungere i 3-4 metri di altezza ed i suoi fiori sono di un bel rosso-arancio.
La classificazione botanica dell’Aloe è complessa a causa dell’estrema facilità con cui queste piante ibridano, ma si ritiene che esistano oltre 200 specie, con almeno 300 ibridi naturali. Oltre all’Arborescens o Arborescens Miller, le specie maggiormente conosciute ed utilizzate sono l’Aloe Vera o Barbadensis Miller, l’Aloe Africana Miller, Aloe Succotrina o Socotrina Lamk, l’Aloe Saponaria, l’Aloe Ferox, l’Aloe Natalensis.
L’Aloe Arborescens ha una concentrazione di principi attivi tre volte maggiore rispetto alla cugina Aloe Vera, e per questo motivo è più indicata per un uso di integrazione alimentare.
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